martedì 16 giugno 2015

I TRIBUTI: "Imagine" from John Lennon to A Perfect Circle

Certa gente i piedi di piombo non sa cosa siano. E' il caso di quel personaggio tanto enigmatico come Maynard.
Il frontman dei Tool, un gruppo che a me piace descrivere come la psichedelia dei Pink Floyd applicata alla ruvidezza rabbiosa dei Nirvana, aveva (sigh!) anche un gruppo parallelo che rispondeva al nome di A Perfect Circle. Con questi ragazzacci ha sfornato solo tre dischi purtroppo, l'ultimo dei quali, intitolato "Emotive", era una raccolta di cover. Tra queste ce n'era una di quelle che, tanto per ricollegarci alla questione del fanatismo, si fanno odiare per la sola ragione di esistere, in quanto hanno l'ardire di voler ricreare un pezzo talmente famoso che è asceso ad uno status ben più alto di semplice canzone di successo, raggiungendo quello di inno di un'intera generazione. O forse, nel caso di "Imagine" di John Lennon, sarebbe meglio dire inno di un'ideologia, in questo caso la Pace. Questo pezzo è talmente radicato nell'immaginario collettivo che chiunque pensa ad esso quando cerca una canzone sulla pace, è inesorabilmente la prima scelta. Nella sua delicatezza, con quel piano che accompagna la voce di Lennon, ha trovato dimora la speranza di milioni di persone. Un'opera immortale che inevitabilmente ha ispirato tanti artisti spinti dal desiderio di omaggiarla, e così è stato per Maynard, che ha voluto dare a questo pezzo la sua personalissima interpretazione.

Chi lo conosce sa quanto egli sia vicino a temi sociali e politci, la musica dei Tool e degli A.P.C. è sempre stata fortemente impegnata in questo senso, ma sa anche quanto il carismatico frontman sia dissacrante e, diciamo così, poco incline alle canzonette dolci da cantare guardandosi negli occhi a cuoricino. Da queste premesse è nata una cover di "Imagine" che non si discosta molto dall'originale: come l'opera di riferimento anche l'omaggio inizia con un pianoforte, solo che in questo caso non vi è la minima traccia di speranza in esso, c'è invece un premere pesante e grave sui tasti che lascia presagire chiaramente quello che sarà il tono dell'opera. Le due versioni sono separate da 33 anni, duranti i quali il mondo è rimasto sostanzialmente lo stesso, le speranze di Lennon sono ancora ben lontane dal realizzarsi, ed è quuesto che Maynard a voluto dire ricantando la canzone come se fosse una risposta a quella originale, come a voler dire "Guarda, non è servito a nulla. Il mondo e noi siamo ancora come ci lasciasti." Il concetto è ben sottolineato dal video, nel quale si alternano immagini di guerra, terrorismo, ricchezza eccetera, tutto quello che Lennon si augurava sparisse, e che invece è più presente che mai.
In casi come questi non ha alcun senso paragonare le due opere, la prima è come già detto ben più di una semplice canzone. Ma posso dire che ho trovato l'omaggio in questione molto ben fatto, le sue sonorità nascono da motivazioni ben precise ed è quindi un lavoro ben studiato e altrettanto ben realizzato.
Signore e signori, "Imagine" degli A Perfect Circle.


"Imagine" versione originale di John Lennon


"Imagine" cover degli A Perfect Circle

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