giovedì 4 giugno 2015

Il primo (o quasi) amore non si scorda mai

Ve la ricordate tmc2? Quella si che era una rete musicale seria! Da qualche parte, chiuse in uno scatolone, ho diverse videocassette con le registrazioni di "A night so far", un programma che passavano a tarda notte nel quale ripercorrevano la storia di un grande della musica: da Jimi Hendrix ai Pear Jam, dai Rolling Stones agli Smashing Pumpkins e così via. Gran parte della mia modesta cultura musicale, principalmente in salsa Rock, la devo a quell'emittente ormai soppressa.
In realtà l'indirizzo sulla buona strada lo devo a mia sorella e a mio fratello, visto che è grazie a loro se quand'ero ancora un poppante avevo già i padiglioni auricolari pieni della poesia trasandata del migliore Vasco che fu, o della potenza trasgressiva dei Litfiba, piuttosto che dei Doors e dei Pink Floyd. Era questa la musica che la faceva da padrona in casa mia, quando non esistevano ancora i cd (figurati gli mp3), e quello stereo a doppia cassetta con tanto di giradischi era il nostro personalissimo totem.
Quante musicassette copiate e quante compilation! Minchia m'è tornato in mente il vinile degli Enigma! Quante volte avrò osservato le immagini sul retro, dove ci trovavi diavoli medievali che banchettavano con le anime dei dannati, proprio non me lo ricordo. Ma ricordo bene lo strano effetto conturbante che avevano su di me la loro musica e quelle immagini.
Però nonostante fossi piccolo, tipo meno di cinque anni eh, avevo già sviluppato un mio piccolissimo orticello esclusivo, avevo un mio gruppo preferito che non rientrava tra quelli dei miei fratelli maggiori, che mi avrebbero volentieri lasciato a casa nelle domeniche estive quando ci si spostava tutti insieme per andare al mare pur di non essere costretti ad ascoltare per l'ennesima volta quella stramaledetta musicassetta X) Avevo letteralmente imposto una dittatura in quei piccoli viaggi, non si poteva ascoltare nulla all'infuori del mio capellone preferito e del suo gruppo rock così squisitamente anni 80: gli Europe! Wuaaaaaa... io ancora lo ascolto quel disco, "The final countdown", è spettacolare. I cappelloni svedesi riuscirono ad elevarsi con grande forza al di sopra della media tamarra di quegli anni, non c'è alcun dubbio. Certo avevano i capelli cotonati che a guardarli di spalle insieme a Tina Turner, non fosse stato per la pelle (e i fianchi), non li avresti distinti, però che ganzi ragazzi! Energici, potenti, e il chitarrista John Norum ci sapeva fare davvero con la chitarra, sti cazzi. Ma la vera star, come in tutte le rock band che si rispettino, era il frontman Joey Tempest, un nome che è tutto un programma, no? Andiamo chi non conosce la sua voce per non aver cantanto almeno una volta nella sua vita il loro cavallo di battaglia immortale "The final countdown"? Nessuno, ne sono certo. E quante signorinelle con il cuore spezzato avranno pianto fiumi di lacrime quando partiva la tastiera di "Carrie" e lui cantava "When lights go down/I see no reason for you to cry".
Questi svedesi sono stati dei veri giganti degli anni 80, insieme a band del calibro degli U2. Loro sono stati il mio primo, vero amore musicale. Ma non l'unico. E qui torniamo a tmc2, perché se i miei fratelli mi hanno inziato al Rock e gli Europe sono stati la mia prima scoperta indipendente, la rete musicale italiana mi ha aperto le porte ad un mondo tutto da esplorare nel quale poter finalmente assemblare un mio Olimpo del Rock personale. Sulla porta che dava in questo mondo c'era un biondino con una maglia stranamente simile a quella di Freddy Krueger, ed una luce gialla malaticcia sparata in faccia mentre cantava circondatoo da una marmaglia delirante.


Ricordate la prima volta che i vostri occhi hanno incrociato il vostro primo amore? Si, vero? Beh, io ricordo ancora la prima volta che le mie orecchie hanno incrociato il rif di apertura di "Smells like teen spirit". Era estate, in quel periodo attraversavo una forte sindrome da eremita, e invece di scartavetrarmi le ginocchia sull'asfalto bollente, me ne stavo buttato a letto a guardare la tv. Da un po' di tempo su tmc2 era iniziato un programma condotto da Paola Rota (ve la ricordate?), i "Miti di Paola", nel quale la bella conduttrice ripercorreva la storia della musica moderna. Non ne sono sicuro, ma forse quella fu la prima volta che vidi il programma, e beccai proprio la puntata nella quale il viaggio temporale era giunto nei primissi anni 90. Le parole esatte non potrei certo ricordarle, ma sono sicuro che il tono che utilizzò per introdurre i Nirvana fu quello di una persona che aveva parlato di tutto quello che c'era stato prima solo e soltanto per arrivare a quel momento. Introdusse il video, e fui perso. Le mie onde cerebrali si sintonizzarono istantaneamente su quel ritmo, come la scarpa in primo piano che batte per tenere il tempo.
Il colpo di fulmine esiste gente, almeno in musica è sicuro.
Quella canzone mi scombussolò come nulla c'era mai riuscito prima, mi sentii eccitato come un piccolo scimpanzè che viene lasciato libero sui rami degli alberi per la prima volta. Si aprì la caccia: per mesi e mesi i miei dialoghi iniziavano così: "Ciao, conosci i Nirvana? Hai il loro disco?" Non avevte idea di quanti no io abbia collezionato -.-" Non chiedetemi perché non sia mai andato in un negozio di dischi, il mio livello di intraprendenza era piuttosto basso. Poi, finalmente, a distanza di quasi un anno posi la domanda alla persona giusta, un mio cugino coetaneo di mia sorella, altro grande estimatore di musica rock, ma con un gregge più ampio dei miei diretti consanguinei. Quando mi rispose di si, credo di avercelo su cassetta Nevermind, vidi letteralmente accendersi attorno alla sua figura una luce celestiale, sentii i cherubini squillare le trombe, ed un attimo dopo gli ero addosso come un tossico in crisi nera, pretendendo che mi desse quanto prima la cassetta.
Che arrivò. Che inserii nella bocca del totem. Che feci partire. Che mi riempì di indescrivibile soddisfazione e piacere che solo chi ha avuto la fortuna di vivere quei tempi può capire, la gioia del successo della ricerca, quand ancora non c'era Shazam, Youtube, ITunes, mazzi e cazzi. La musica la dovevi andare a cercare, oppure dovevi andarla a comprare da La Terza o La Feltrinelli, per poi passarti i dischi con gli amici per permettersi di registrarli a vicenda. Da quel momento ho imboccato la mia strada, ho acquistato tutti i dischi dei Nirvana, e insieme a loro ho scoperto la scena Grunge della Seattle capitale della musica indie americana tra gli anni 80 e 90, ho riscoperto i mostri sacri del passato che non erano presenti nella collezione dei miei fratelli, ho prestato attenzione alle nuove promesse, e sono riuscito persino ad evangelizzare qualche pagano mostrandogli la retta via che anni prima mia sorella e mio fratello avevano mostrato a me.
Perché il Rock lo ami o niente, e come accade con le religioni spesso non ti accontenti di ascoltarlo da solo, vuoi che tutti quelli attorno a te adorino il tuo stesso dio, che in questo caso però non pretende alcun sacrificio, ma al contrario vuole solo farti saltare e pogare come se non ci fosse un domani, vuole che tu dia un calcio in culo al Super Io per lasciare campo libero all'Es, vuole solo che tu segua il consiglio di Joe Tempest: Rock the Night!


2 commenti:

  1. Penso che gli anni ottanta mi sarebbero piaciuti!
    Infondo li ho assaggiati nei gusti dei miei genitori e alcune cose non sono per niente tramontate!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti assicuro che le serate più divertenti in disco sono sempre quelle a tema anni 80 :D

      Elimina

Grazie per il tuo commento pellegrino :) Ricorda di spuntare l'avviso di notifica!