venerdì 25 settembre 2015

IL CORVO 2 di Tim Pope

La serata era partita decisamente bene.
Avevo finito di scrivere un pezzo su quella grandiosa opera di Alan Moore che è "The Killing Joke", avevo cenato leggero, avevo messo in casa il mio bonzo di Ficus Ginseng ché ormai le temperature sono scese troppo per tenerlo ancora fuori, e mi era rimasto abbastanza tempo per guardarmi un film. Così tiro fuori la parte letto del mio divano, mi ci stravacco sopra chiedendo alla mia cagnetta puzzona di non iniziare a rompere occupando mezzo divano e mezzo campo visivo, ed inizio a scorrere i titoli della mia collezione privata in formato digitale. Scorri che ti scorri, arrivo nella cartella fantasy, scorro che ti scorro ed arrivo al Corvo. Stavo quasi per pigiare play quando l'occhio mi cade sul film seguente, Il Corvo 2. Ma si, mi dico, non potrà essere così scadente come mi pare di ricordare lo abbiano sempre dipinto le critiche. Eppure una vocina mi chiedeva come mai avessi avuto tanto tempo per guardarlo senza averlo poi mai fatto...
E si vede che avrò fiutato puzza di cacca a livello inconscio!
Ma come si fa a girare una mastodontica ciofeca come questa?! Lo sapete quanta bella roba potevano fare con tutto il denaro sprecato per ottenere sto obbrobrio?! Ché le primissime scene riescono quasi a farti illudere, la noti subito una forte assonanza registica e fotografica col primo capitolo. Poi però i minuti passano, e ti rendi conto che si tratta molto più che di un'assonanza. Tempo venti primi, e capisci di essere di fronte ad una copia carbone, fatta da una talpa affetta da Parkinson! Madonna credetemi, io vorrei salvarla almeno una cosa in sto film, ma non è proprio possibile. Non c'è nulla, assolutamente nulla, che meriti un salvagente in questa pellicola! Ed è inutile che tu mi guardi con quell'espressione corrucciata dalla locandina, perché se proprio ci tieni a saperlo tu sei tra i problemi più gravi.
Prima di tutto qualcuno mi sa dire da quale puntata di Sailor Moon è venuto fuori il responsabile dell'immagine? E' per caso lo stesso di Valerio Scanu?! No, perché i capelli del protagonista sono esattamente come quelli della tipa qui accanto. Cosa riscontrabile, ahimè, anche nei cattivi.
Gli abiti poi, Cristo santo... Ma perché il panciotto che lascia l'ombellico a vista? PERCHE'?!!! Non siamo mica alla festa di Halloween di Non è la Rai! C'è pure la questione del trucco, con le labbra solo contornate di nero, come quell'odiosissimo modo di truccarsi che hanno alcune ragazze che fa tanto Moira Orfei. Na catastrofe insomma.
Come catastrofica è pure la recitazione del tipo, al secolo Vincent Pérez. Mai, nemmeno per un attimo, credibile quando si atteggia a folle durante le missioni punitive nei confronti dei suoi aguzzini. Quelle smorfie lo rendono semplicemente ridicolo. La fisicità e la recitazione di Brandon Lee erano cosa ben diversa, la sua ironia nei panni del Corvo non era mai esagerata, e soprattutto era piena di follia e rabbia ribollenti. Qui pare di vedere solo un'idiota che cerca di fare il figo.
Non che il resto del cast brilli per talento recitativo eh. Il più bravo di tutti è senza alcun'ombra di dubbio il corvo, il pennuto of course. Da una leggenda del rock come Iggy Pop mi sarei aspettato qualcosa di meglio, ma continui pure a cantare ché gli riesce decisamente meglio. Tutti abbondantemene sotto la sufficienza, bravi!

E a trama come stiamo messi? Beh, basta prendere quella del primo e sostituire Shelly con un bimbo figlio dell'uomo, che qui si chiama Ash, le case di cui gli assassini di Eric Dravens'impadronivano con la forza, per sostituirle con della droga, e avrete la trama precisa precisa di questo seguito. Ah già, dimenticavo: adesso il Corvo se ne va in giro in sella ad una Ducati Monster, e sti cazzi! Lara Croft mangiati la mia polvere e pure qualche piuma! Non è stato fatto alcuno sforzo degno di tale nome per dare a questa pellicola una personalità propria, vuole spudoratamente imitare il primo, facendolo per giunta malissimo.

Ma cos'è sta cafonata?
I cattivi sono dei cerebrolesi che Fun Boy e compagni si mangerebero a colazione, ed il loro boss pare il mancato santone di una setta religiosa con la fissa per il bondage. Per assurdo la scena più riuscita è una volutamente comica: sto parlando dell'uccisione di Nemo (Nemo?!) nel locale di spogliarelliste, ed esattamente del momento in cui il separè si rialza rivelando che c'è Ash al posto della donna: "Mi vuoi, piccolino?".
A parte questo piccolo guizzo di ironia, il film scivola via prevedibilissimo e noioso, non tanto per essere una brutta copia del primo, quanto, appunto, per la totale mancanza di iniziativa. Tim Pope è un famosissimo regista di videoclip, ne ha girati più di 30 solo per i The Cure, ma ne ha girati altri per gente come Queen, David Bowie e Neil Young! In ambito videomusicale il suo currculum vitae è impressionante e meritevole di rispetto, ma grazie a Dio di film ne ha girati solo uno...

C'è un solo merito che mi sento di dover riconoscere a questo film, l'unico aspetto nel quale c'è stato un tentativo di distacco dall'opera originale: l'assassinio del corvo volatile. La scena in sè fa cagare, il volatile sembra uscito da un film di Dario Argento tanto è finto, ma almeno non è stato salvato in extremis, e la sua dipartita ha posto delle condizioni particolari per lo scontro finale, dato che a questo punto Ash, a differenza di Eric, è (ri)diventato umano a tutti gli effetti.
Quello che segue, però, pare dimostrare che lo sceneggiatore Daid S. Goyer doveva aver bruciato tutte le energie nello sforzo di inventarsi la morte del corvo pennuto, perché il finale rasenta, e forse la tocca pure, la demenza. Scoprire che lo stesso uomo anni dopo ha scritto il soggetto per "Batman Begins" di Nolan, lavorando poi a quattro mani col maestro alla stesura della sceneggiatura, mi ha stravolto la mattinata.

Effetti speciali inguardabili, ed una chiusura che sembra essere stata fatta in fretta e furia prima che la pizza si freddasse. Ciliegina sulla torta: il ricongiungimento tra padre e figlio, che non si capisce bene in che dimensione avvenga, col piccolino che indossa la stessa -meritevole di giudizio penale- mise del padre.
Il primo che lo accosta al fumetto di O'Barr o al film con Brandon Lee gli salto al collo!


VOTO MA PER FAVORE!


"Mi vuoi, piccolino?"

2 commenti:

  1. Concordo praticamete su tutto, lo vidi parecchi anni fa sull'onda dell'entusiasmo del primo e ci rimasi davvero male!! Salvo solo la colonna sonora, comunque accettabile!
    Il terzo remake è ancora peggio

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    Risposte
    1. Ciao Aleni ;) Secondo è talmente brutto che il nome di James O'Barr andrebbe tolto dalla locandina. Io al posto suo me ne sarei dissociato all'istante X) Il terzo credo di averloo visto in passato, ma mi sa che l'ho rimosso .__.

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