martedì 22 settembre 2015

[SERIE TV] FEAR THE WALKING DEAD di D. Erickson e R. Kirkman - 4° ep.


Questo quarto episodio ci sposta in avanti nel tempo, ad occhio e croce almeno di un mese. A dircelo è la situazione che fin da subito viene mostrata, con il quartiere dei nostri protagonisti circondato da una recinzione metallica, hummer militari che sbucano come funghi, e un generale stato di abbandono delle strade. Certo che le primissime scene ci provano a farcela bere, con Nick che se la gode sdraiato sul materassino in piscina (che a guardare i quintali di sporcizia che vi galleggiano manco morto ad entrarci), e Travis che fa nientepopodimenoche jogging, tutto questo sulle note della bellissima "Perfect day" di Lou Reed. Una manciata di secondi che, non fosse per la sopracitata sporcizia nellla piscina, avrebbero potuto far pensare ad un flashback. Ma quando stiamo quasi per cascarci SBAM! Ecchelo la, il bel piedone nero bitume della moglie di Daniel riempie per intero lo schermo, seguito a ruota dallo sfacelo di cui in apertura.
Tra il terzo e il quarto episodio sono cambiate tantissime cose, ad iniziare dal fatto che la vita della gente rinchiusa (è proprio il caso di dirlo) dentro il recinto è controllata in ogni singolo aspetto dai militari, guidati da un tipo che dopo solo quattro parole pronunciate s'è guadagnato l'epiteto di "testa di minchia". Classicissimo ufficiale che una volta raggiunto un grado di comando ha iniziato a dare sfogo a tutta la sua mania di grandezza repressa negli anni di gavetta, una figura indispensabile in queste situazioni per mandare tutto a puttane nel modo più catastrofico possibile. Dategli fiducia, vedrete che non ci deluderà.

Ma di concreto cosa c'è in questa terz'ultima puntata? Le nuove dinamiche che scandiscono la vita di normali cittadini trovatisi all'improvviso sotto il controllo dei militari: la corrente elettrica è razionata, i telefoni sono morti, c'è un coprifuoco da rispettare, e soprattutto è stravietato spingersi oltre la recinzione. Aldilà di essa c'è solo morte. Nel lasso di tempo che divide gli ultimi due episodi le cose devono essere precipitate e di brutto, se adesso ci ritroviamo già ad osservare convogli di militari di rientro da pattugliamenti di "pulizia". Siamo passati all'offensiva, dice capitan testa di minchia, vi comunico che abbiamo ripulito la zona dagli infetti nel raggio di 10 km. Già me l'immagino le bestemmie di chi si è lamentato della scarsa azione di questo spin off quando ha scoperto che la fase più ganza, Marines vs Zombie, è già passata!
Addirittura durante tutto l'episodio non si vede un solo zombetto strascicante, manco a pagarlo! Ma questo non significa che la puntata sia stata un flop. Io non dimentico mai che a zio Kirkman stanno più a cuore le reazioni umane, che il lento penzolare dei non morti, e in questo episodio di emozioni, sentimenti e reazioni ce ne sono state parecchie. Il fulcro attorno al quale le nostre due famiglie hanno girato è stato un segnale di luce riflessa che il figlio di Travis (quello che lo odia a morte) ha scorto in un palazzo molto lontano, oltre la rete protettiva. Le reazioni alla notizia sono state diverse a seconda di chi l'ha ascoltata: suo padre ha subito liquidato la cosa dicendo che quasi certamente si è trattato di un riflesso prodotto da qualche finestra rotta. In questo si è dimostrato parecchio pragmatico, ma anche un po' stronzo, visto che andare a dirlo subito ai militari non gli sarebbe costato nulla. Non sarebbe dovuto mica uscire lui a controllare. Sua madre è troppo occupata a giocare all'infermiera per prendersi cura di suo figlio, mentre la nuova compagna di Travis si è rivelata più ganza (ma questo si sapeva già). Spingendosi di nascosto, e da sola, fuori dal perimetro di sicurezza, ci ha mostrato cosa vi si nasconde oltre.
Morte e desolazione. Cadaveri di infetti abbandonati per strada, tutti con un terzo occhio sulla fronte, case e auto bruciate, puzza di decomposizione che satura l'aria. E pattuglie di militari in tenuta anti batteriologia che sanno molto di squadroni della morte. Cosa che sono in effetti, a giudicare dal cadavere scoperto da Madison il quale non presentava alcun segno dell'infezione.
Non è chiarissimo cosa stia accadendo là fuori, meglio non si capisce il perché. Quando Travis si decide una buona volta a parlare al capitano del segnale visto da suo figlio, il minchione ha un attimo di esitazione mentre star per colpire la sua pallina da golf (si, stereotipato da morire). Si capisce che la notizia lo tocca, anche se si affretta a liquidare la faccenda in un nulla. I militari stanno gestendo le cose col pugno di ferro, quello che non si riesce a capire è quanto siano padroni della situazione, quanto di quello che accade rientri nel disegno di un piano più grande, o se le loro azioni siano dettate da un comandante idiota e terrorizzato, che preferisce sparare a vista su qualsiasi cosa si muova aldilà della rete. Bello, a tal proposito, l'annedoto raccontato da Daniel a Madison, che si conclude con la frase pronunciata da suao padre "...gli uomini non fanno cose cattive perché sono malvagi, ma perché hanno paura."
La paura è infatti il grande regista che sta muovendo le fila di tutti, da Travis che per paura che suo figlio possa andare a capire di cosa si tratti, non prende nemmeno in considerazioni il fatto che dietro quel riflesso possa esserci una persona; ai militari che per paura di un nemico che ancora non conoscono a fondo, portano via di notte malati e gente instabile come squadre dell'SS (gran bella stronza sta dottoresa Exner). La sensazione è che, nonostante gli zombie restino ancora dietro le quinte, il limite di non ritorno sia stato già oltrepassato, e gli spari che Travis vede nel palazzo da dove partivano i segnali non fanno che confermarlo.
La Paura ha preso il sopravvento.

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