domenica 6 settembre 2015

[SERIE TV] FEAR THE WALKING DEAD di Dave Erickson e Robert Kirkman - 1° ep.


Robert Kirkman, tu sei un gran filone.
Lo chiameremmo così dalle nostri parti. Un filone in quel di Bari è il tipo che la sa lunga, che sa come lisciare il pelo al prossimo per portarlo esattamente dove vuole lui. Un calcolatore nato, un venditore scaltro, un pifferaio magico. E Kirkman ricalca alla perfezione questo profilo, perché stando a quanto visto nel primo episodio dello spin-off di "The Walking Dead" non ci sono molte speranze di conoscere la vera origine dell'epidemia.


- Ma mister Kirkman, "Fear the Walking Dead" è stato pubblicizzato come lo spin-off che avrebbe mostrato le origini della catastrofe!
 - Infatti, ma credo che abbiate equivocato: non intendevo dire che avrei mostrato ciò che ha scatenato l'epidemia zombie, ma come essa fosse pian piano cresciuta nelle città prima dei fatti partiti col risveglio di Rick Grimes.

- Gliel'hanno mai detto che è un gran figlio di buona donna?



Oh intendiamoci, a me il primo episodio è piaciuto un botto! E francamente non mi dispiace nemmeno un po' se il sacro gral non venisse mai rivelato, le risposte spesso sono molto al di sotto delle aspettative. E poi se le sono inventate tutte ormai, dalle armi segrete dell'esercito alla mutazione del virus Ebola. Con le opzioni migliori già bruciate non vorrei mai che se ne uscissero con qualcosa di New Age...
Molto meglio ciò che si è visto, ovvero sia una presentazione dei personaggi molto, ma molto ben costruita: questa famiglia "ibrida" composta da due genitori separati (anche se non sono sicuro che si sappia come sia finito il vecchio matrimonio di lei) e due figli (di lei) diversamente problematici. Lei la classica bella, ma intelligente, insofferente verso i casini della sua famiglia come un gatto davanti ad un innaffiatore automatico; lui, il maggiore, un tossico che colleziona cacciate da college e centri di riabilitazione, e che ha come massima aspirazione quella di immolarsi al dio del buco in vena, morendo come un povero rincoglionito. I genitori son decisamente più tosti e simpatici, caparbiamente decisi a far funzionare le cose e recuperare un figlio con un piede e tre quarti nella fossa.
Una fossa nella quale ha rischiato di cadere e risorgere cannibalmente affamato proprio ad inizio puntata, quando, dopo essersi risvegliato dall'ultimo trip scopre, prima, i corpi di altri tossici dilaniati, dopo, che a causare quel macello che manco nel locale de "Dal tramonto all'alba" è stata la sua compagna di buco sgamata a fare merenda con la guancia di un tipo mentre un coltellazzo fa bella mostra di se sbucando dal suo torace. Almeno il bello addormentato mostra subito del buon senso da sopravvivenza, e invece di chiederle se stesse bene come fa praticamente il 99% dei protagonisti in queste storie, gira subito i tacchi e scappa via, sbucando in strada giusto in tempo per farsi investire da un'auto. A quel punto la telecamera si alza mostrando con calma un mondo ancora vivo, una Los Angeles brulicante di persone e auto, e un cielo nel quale ancora volano gli aerei. Mi è quasi venuto da pensare "toh, guarda com'era il mondo di Rick Grimes prima che i putridi lo mandassero a puttane".
Eccola qui la famosa origine dell'epidemia. Guardare un mondo ancora normale, ma con la consapevolezza che un morbo terrificante sta già crescendo al suo interno e che continuerà inesorabile a farlo fino ad ingurgitare tutta la società, mette una fottuta ansia! Il protagonista era dentro una chiesa abbandonata un attimo prima, ma il tempo di balzare fuori dalla finestra ed ecco che quanto visto lì dentro appare assurdo ed inaccettabile. Eppure sta accadendo, e non resta altro da fare se non stare a guardare lo svolgersi delle vicende familiari dei protagonisti captandone i segnali rivelatori. E a far attenzione se ne scoprono molti di segnali: sono nel suono di un elicottero onnipresente in tutte le scene in esterna; sono nelle vaghe parole di uno studente terrorizzato da delle voci che circolano in rete; sono nella mancata risposta agli sms inviati dalla figlia al suo ragazzo; sono nei fogli di persone scomparse che iniziano ad apparire in città; sono nella strana quiete nei parchi lì dove dovrebbero esserci bimbi chiassosi.
Come quando ci sembra di captare movimenti alle nostre spalle mentre siamo soli in casa, l'ansia di quello che accade appena oltre la sfera d'influenza dei protagonisti ti accompagna per tutto l'episodio. Tu lo sai che un passo oltre il visibile qualcosa sta erodendo le fondamenta del mondo, e che è solo questione di tempo prima che tutto quello che conosciamo crolli come un castello di sabbia divorato da un'onda improvvisa e famelica. Ma non puoi farci nulla, è già tutto scritto. Loro vivono ancora le loro vite e i loro problemi credendo che non ci sia nulla di peggio di un figlio tossicodipendente, o di una famiglia rompi coglioni che non ti calcola quanto vorresti, ma presto dovranno ricredersi e affrontare qualcosa che non potrebbero nemmeno mai immaginare. Cazzo è questo che mi è piaciuto tantissimo! Mi sono sentito proprio un Rick Grimes che fa la paternale agli abitanti di Atlanta perché la loro fortuna non gli permette di sapere cosa realmente sia diventato il mondo oltre le loro mura.

A fine puntata il vaso di Pandora è ormai scoperto, la nostra famiglia che abbiam imparato a conoscere già abbastanza bene ha capito che qualcosa di terrificante sta accadendo, ed io non vedo l'ora di gustarmi il secondo episodio che certamente aumenterà il ritmo, e il quantitativo di sangue. 


VOTO 9

"Dicono che le cose non sono collegate.
Dicono così ma io non gli credo.
Sono collegate. In cinque stati diversi.
Non sanno se sia un virus o un microbo.
Non lo sanno, ma si sta diffondendo.
La gente ha iniziato ad uccidere."

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